”. … l’opera interiore consiste in questo: che da quell’uomo che è, da quel Sé che si sente e sempre si ritrova, egli diventi materia per un’educazione e una formazione al cui termine sta la maestria…. Il maestro non cerca più, trova. Come artista è un uomo sacerdotale, come uomo un artista a cui, nell’azione e nell’inazione , nella creazione come nel silenzio, nell’essere o nel non-essere, Buddha guarda in cuore. L’uomo, l’artista, l’opera sono una cosa sola. L’arte dell’opera interiore, che non si separa dall’artista come quella esteriore, quella che egli non può fare ma soltanto essere, scaturisce da profondità che il giorno non conosce…”

Da “Lo zen e il tiro con l’arco” di Eugen Herrigel

L’arte se non diventa arte di vivere risulta un piacevole passatempo che poco ha a che fare con “ l’evoluzione personale” con la ricerca continua e costante dei propri limiti e con il piacere e la possibilità di spostare gli stessi in po’ più in avanti. Questa tensione personale non potrà che tradursi in una tensione artistica sempre alla ricerca del vero inteso come personale e sacra verità, coerenza insomma con ciò che si porta nel mondo.

C’è un luogo meraviglioso dove tutto si fonde, diventa uno e poi forse scompare e mi pare di poter dire che questo luogo è L’Arte, la potenza creativa espressa in qual si voglia maniera , cristallizzata in qual si voglia “ disciplina” sia essa pittorica, musicale, gestuale o di parola. Si, la possibilità di diventare uno con ciò che si fa, di dipingere il proprio dipinto interiore, di comporre la musica della propria anima, di danzare se stessi oltre ad essere un punto di credibilità assume un valore assoluto forse in ultima analisi la possibilità di avvicinarsi molto al Creatore ultimo..

Diventare uno con ciò che si fa rendendo possibile la fusione ultima,diventare l’arte perchè scompare l’artista. Trovare in buona sostanza un luogo silenzioso dentro di se, forse il luogo silenzioso dove tutto tace, nasce e muore continuamente conduce  alla possibilità di contattare un continuo, infinito spazio creativo.

Percependo il sottile legame che c’è tra il creare un’opera ed il creare la propria vita

vi è la possibilità di trovare la gioia e la luce in ciò che facciamo.

Cerco di portare tutto ciò a me ed agli altri perchè la felicità di ognuno dipende strettamente dalla felicità degli altri, e la felicità spesso si cela in gesti piccoli insignificanti, un segno, una danza, una nota, alla fine un abbraccio ed un incontro…

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